In queste pagine trovate la traduzione dell’intervista a Ed O’Brien eseguita da Italo Rossi del Aguila di Radiohead Perù (che ringrazio ancora per aver concesso la possibilità di tradurre la sua intervista) durante il mini-tour centro-sudamericano 2009.
Trascrizione dell’intervista in inglese: http://www.radioheadperu.org/breakfast.html

Ringrazio … per la traduzione.

(L’intevista è iniziata con i soliti convenevoli ed i saluti di rito, ho incontrato Chris Hufford ed Ed O’Brien nell’atrio del Hotel Fasano. Alla fine Ed ci ha anche invitato a fare colazione con lui…)

Italo: Ok, certo (si riferisce all’invito per la colazione). Quindi, come hai trovato il pubblico Sudamericano? Dato che avete appena suonato in Messico…
Ed: Esatto
Italo: Voglio dire… hanno cantato a squarciagola.. come se…
Ed: Sì, a gran voce.
Italo: In realtà si dice che, al contrario di quel che avviene in Francia e in America, le persone non hanno la tendenza a cantare molto ai concerti. C’è stato un grande dibattito sul forum di AtEase sul fatto che per loro stare in silenzio fosse una forma di rispetto verso la band. Tu cosa ne pensi?
Ed: Io penso solo che, insomma, ognuno fa come crede, capisci? In America si tende ad essere..bhe li c’è un pubblico grandioso, le persone si alzano in piedi e al posto di cantare, ascoltano. E sì, molti di loro fumano (non sigarette, ndr). [Ride]
Italo: Sì [Ride]
Ed: Ma in Sud America è speciale perchè il concerto, lo show è rappresentativo delle caratteristiche della popolazione..
Italo: [Annuisce]
Ed: Sai, sono consapevole di essere già stato qui prima, e anche in Brasile e di aver conosciuto molti sudamericani che cantando ti dimostrano la loro passione…
Italo: Sì.
Ed: …e la tua felicità fa parte della loro cultura, capisci?
Italo: Sì.
Ed: In America, nei paesi Occidentali, nel Regno Unito non è cosi. Ma devo ammetterlo, gli scozzesi sono dei fantastici…
Italo: Sì.
Ed: …canterini anche loro. Cantano eccome. Quando abbiamo suonato in Scozia l’anno scorso, un venerdì sera, è stata una delle più strane esperienze… faceva freddo anche se eravano a metà della stagione estiva, diluviava ma loro cantavano con tutte le loro forze
Italo: Sì.
Ed: Quindi voglio dire, insomma, i sudamericani fanno onore agli scozzesi, o gli scozzesi fanno onore ai sudamericani.
Italo: Sì [Ride]
Ed: Quindi, in realtà non mi importa molto… quel che mi interessa è che le persone siano loro stesse
Italo: Fantastico.
Ed: Sono i ricordi e l’esperienza degli show che..sai..[ ] per noi sono l’accoglienza della gente
Italo: Oltre agli scozzesi, hai delle preferenze riguardo al pubblico?
Ed: No, ad essere sinceri no. Non credo sia questione di privilegiare una cosa rispetto ad un altra… In realtà, sai…
Thom: Come va?
Italo: Ciao Thom, come va?
Thom: Ciao! Come state? Come andiamo?
Italo: Io sono peruviano, questo è Marcos, viene dal Paraguay.
Marcos: Come stai? Sono paraguaiano.
Thom: Buongiorno
Marcos: Ciao, come stai?
Thom: Come stai? [ ] Mi fa piacere
Ed: Si ehm, dicevo che non dovrebbero esserci favoriti
Italo: Sì
Ed: E’ come se…
Italo: Quindi, quando si trata di organizzare i vostri tour chi decide dove andare a suonare?
Ed: I nostri agenti
Italo: Cosa? I vostri agenti?
Ed: In pratica, sai, noi tutti… Succede che il nostro agente fa un lista di posti papabili in cui suonare [ ] poi ce la rimandano indietro e noi decidiamo se è una cosa fattibile o meno
Italo: Ok, parlando specificatamente del Sud America… Avete semplicemente buttato giù una lista dei, sai, quattro posti più grandi dove esibirsi (Messico, Argentina, Cile, Brasile ndr)? Perché anche in Perù in Colombia, e in Venezuela e Costa Rica avete molto seguito… non gli avete dato possibilità a questo giro però
Ed: No
Italo: Insomma, c’è qualcuno in particolare da incolpare o che? [Ride]
Ed: Beh non saprei se c’è qualcuno a cui dare la colpa, per quanto ne so io non abbiamo neppure mai avuto trattative in corso col Perù e in Colombia non siamo potuti andare a causa della mancata possibilità di assicurazioni
Italo: Ok
Ed: A me piacerebbe andare in Colombia. Suonare a Cartagena o a Santa Marta…
Italo: Sì
Ed: sai, oppure a Bogotà. Sarebbe stupendo. Mi piacerebbe anche suonare in Perù ma sai, ci sono problemi organizzativi che..in caso.. c’è bisogno di un promoter per poter organizzare uno show e sfortunatamente i nostri sono grandi eventi attualmente…
Italo: Sì
Ed: non si può improvvisamente trovare un luogo che ospiti al suo interno 5000 persone..sono problemi di questo genere
Italo: Sì
Ed: però, capisci, non è assodato che non ci andremo mai, perché parte di quel che facciamo è volere e provare a fare cose… si spera che la band abbia una lunga vita davanti quindi…
Italo: sì è quello che sperano tutti. Cioè, tutti dicono cose tipo “questo è il primo e l’ultimo tour sud americano che faranno”, ma io penso invece, che c’è una chance che ritorniate qui, magari in un paio d’anni.
Ed: Non capisco come le persone possano affermare cose simili. Neanche noi lo sappiamo.
Italo: Giustissimo, ancora non potete saperlo
Ed: E’ una cosa carina (questa preoccupazione), per me significa che le persone sarebbero tristi in caso non dovessimo tornare a suonare in questi paesi.
Italo: Sì
Ed: ma questo non è…non è giusto, no? Insomma io capisco la delusione…
Italo: [annuisce]
Ed: davvero capisco il loro disappunto ma sai, alle volte la vita va cosi. Dicendo questo non intendo dire che non torneremo eh, lo sai.
Italo: Sì
Ed: [ ] E quando noi… sai…
Italo: Ci sono alcune indiscrezioni che dicono che suonerete in Polonia, e al festival di Reading e Leeds quest’estate. E c’è anche in ballo un festival Portoghese…
Ed: Sì…
Italo: che si stanno diffondendo in questi giorni..Mi sai dire qualcosa? Non c’è ancora niente di sicuro?
Ed: Non ancora, non c’è nulla di confermato ma probabilmente suoneremo da qualche parte quest’estate.
Italo: Ma saranno show con una scaletta corta per presentare nuovi pezzi o sono da considerarsi parte integrante dell’ In Rainbows Tour?
Ed: Se suoneremo sarà sicuramente la parte finale di questo tour
Italo: Okay

(continua)

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